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Saxophone S.r.l.

Numero Verde 800-190531

 

Prossimo Spettacolo

26.11.2018

A scatola chiusa

di G. Feydeau

Nuova Compagnia Teatrale

Teatro Michelangelo
Via Nazionale Giardini, 357 - Modena

 

Associazioni

Ai.Bi
LILT Sezione di Firenze
Ceps
lilt
Medici Senza Frontiere

A scatola chiusa

di G. Feydeau

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

Scritta nel 1888 col titolo originale Chat en poche (Il gatto in tasca), da un Feydeau allora giovane ventiseienne, è una commedia che, tra satira pungente e un meccanismo preciso di pura comicità, tra vorticosi equivoci e un ritmo indiavolato, conserva la sua forza originale. In una combinazione ideale di ingredienti, legati alla tradizione della farsa francese e a un adattamento frizzante, lo spettacolo delinea con precisione il ritratto della società borghese francese dell’epoca, vivacizzando l’opera con tratti marcati di ironia, di paradosso e talvolta anche di assurdo, fonti di inevitabili risate. Ambientata nella casa di campagna di Monsieur Pacarel, un ricco commerciante che vive con la moglie Marta e la figlia Giulia. Ospiti della famiglia sono il Dott. Landernau e la moglie Amanda. La vicenda si sviluppa quando il padrone di casa desidera far rappresentare il Don Giovanni scritto dalla figlia al Teatro dell’Opera di Parigi e proprio per questo, decide di ingaggiare il tenore più famoso del momento. In cambio dell’ingaggio, il teatro si dovrà però adeguare ai desideri del finanziatore. Intanto in casa Pacarel, arriva un giovanotto intenzionato a chiedergli di fargli da tutore nei suoi studi di Giurisprudenza. Viene da tutti scambiato per il famoso tenore e l’equivoco causerà malintesi e colpi di scena. Il signor Pacarel , comprando “a scatola chiusa” innesca una serie di fraintendimenti, anche di natura sentimentale, in un crescendo di colpi di scena fino all’inevitabile lieto fine.



Botte da Orbi (ovvero Nu Frungillo Cecato)

di Eduardo Scarpetta

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

È una commedia brillante ricca di colpi di scena in cui le situazioni comiche si susseguono e si intersecano in un crescendo continuo fino alla risoluzione di un finale scoppiettante ed esplosivo. La trama parte vivace e si stringe intorno ad aspetti del normale quotidiano, ma cresce in ampiezza via via che si manifestano i personaggi che si alimentano e si giovano di quanto accade nel corso della movimentata vicenda. Felice Sciosciammocca è come spesso accade il più determinato e determinante dei personaggi, in quanto si muove in un vivace eclettismo con momenti di vero e proprio trasformismo.

Il tema è quello consueto dell’amore che trionfa sempre e anche se talvolta l’interesse economico vorrebbe metterlo in secondo piano la sua forza trascina i personaggi verso un romantico lieto fine. Ma prima di tutto ciò sono le botte che vari personaggi prendono a causa delle menzogne che avranno escogitato per rimediare ad errori ed a tentativi di imbrogli ed essendo i due protagonisti (Don Alessio e Felice Sciosciammocca) rispettivamente padre e figlio miopi all’inverosimile è facile capire che per la loro poca furbizia e per il loro handicap la maggior parte delle botte sarà riservata a loro e saranno appunto Botte da Orbi.




Purgatorio, Inferno e Paradiso

di A. Novelli

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Ass. Culturale Teatreria"

Ada, ragazza giovane di fine Ottocento, si innamora di un giovane che ogni giorno passa sotto la sua finestra e dalla strada si ferma a guardarla mentre lei annaffia un vaso di viole.
Un giorno, rapito dalla fiamma del suo amore, il giovane decide di scriverle un biglietto, che viene recapitato da un calzolaio nelle mani della sua vicina di casa e amica. Da quel momento tra le due è guerra aperta.




Sherlock Holmes e la Valle della Paura

di Arthur Conan Doyle

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

“Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità”
Sherlock Holmes

Il genio di Sherlock Holmes viene portato sulla scena in una pièce teatrale inedita!
“La valle della paura”, scritto nel 1915, è l’ultimo romanzo di Conan Doyle che ha per protagonista il celebre investigatore. In un’antica dimora del Sussex, denominata Manor House, un uomo è stato assassinato in circostanze misteriose. Comincia così una nuova avventura per Sherlock Holmes affiancato dall’inseparabile Watson.
La versione teatrale ce li presenta in una vicenda  complessa e avvincente in cui l’investigatore più amato e conosciuto al mondo terrà col fiato sospeso gli spettatori, portandoli dalla grigia e compassata Londra vittoriana all’America degli ultimi pionieri e dei primi gangster, tra amori travagliati, logge massoniche e misteri apparentemente irrisolvibili, in un crescendo di colpi di scena magistralmente interpretati dal detective, la cui fama sembra non tramontare mai.



Tre nipoti e una nonna

di E. Rapisarda

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

Mettete insieme tre fratelli, Enzo, Domenico e Marco, diversissimi tra loro e tutti incapaci di vivere una vita “normale”, una nonna che, ormai stufa di mantenerli, minaccia di diseredarli, la sfortuna che perseguita Enzo fin dalla nascita, Domenico che tenta e ritenta di diventare un grande musicista e Marco che nasconde una scioccante verità. Il risultato è una girandola di gags, situazioni esilaranti, equivoci, colpi di scena e finale a sorpresa nel segno della grande commedia comica italiana. Il tema predominante è la sfortuna di Enzo che inevitabilmente si ripercuote sui suoi fratelli e sulla vita di tutti i giorni. Mi piace ricordare come questo tema (la jella) nella storiografia viene trattato dall'antropologo Ernesto De Martino che scrisse il caso del principe di Ventignano di Napoli che sin dalla nascita ebbe il "dono" di diffondere attorno a sé sciagure a non finire, dal parto fatale della madre al suo ingresso nel convento il giorno prima della soppressione delle comunità religiose napoletane; dall'incendio del teatro San Carlo in occasione della sua prima visita in quel luogo, al naufragio della nave passeggeri, oltre alla nave di soccorso, atte a trasportarlo in Inghilterra.
Ma si sa, è innegabile, davanti a certe “sfortune” come possiamo non ridere?
“Tre nipoti e una nonna” scandaglia l’animo umano così ricco di debolezze, di sotterfugi, di misteri e di sogni nel cassetto; offre una storia ricca di paradossi dove la comicità si confonde con l’umorismo e dove ogni scena comica entra nella vita di ogni spettatore; perché i nipoti siamo tutti noi o lo sono i nostri cari o i nostri conoscenti e la nonna rappresenta forse quel sentimento che non c’è più o che sta sparendo.



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